domenica 13 settembre 2015

"E nemmeno è poesia"

Menzione d'onore al "Mani in volo" II Edizione 2015
 
 
Questa notte il foglio mi rifiuta
nel sentore della mia stanchezza
o l'inedia di attendere invano
pensieri che non so più ascoltare
 
nel frastuono del vero silenzio
che ritrovo, mio malgrado, in casa
dopo le ore smarrite al lavoro
senza un volto scritto nello sguardo
 
Mi è facile assemblare parole
nell'inganno di accenti ritmati
millantando profondità illuse
per spuntare altri versi in vessillo
 
ma l'assenza di un vero sospiro
sancisce un lavoro a tavolino
mentre l'ode che può avere ali
si plasma sul ciglio di un abisso
 
Non è il tempo, l'adesso distratto
non è notte l'orario anche tardo
e nemmeno è poesia questa scia
di un inchiostro versato in finzione
 
Ora il foglio che ho preso di forza,
violentando il biancore in offerta,
ha già detto l'inutile farsa
di una penna e una mente in combutta.

07/03/15
 
 
(Oliviero Angelo Fuina)

martedì 8 settembre 2015

L'aquilone e il vento


 
 
Nell'unione tra il vento e l'aquilone
l'amplesso dona al filo brevi spasmi
e il salire nel cielo senza stelle
dipende dal resistere tenace
 
E la mano che trattiene lo innalza,
contraddizione  limite di un viaggio,
mentre il vento che segue la corrente
è il letto e il fiume di una stessa forza
 
ma se spezzi il legame che lo guida
volare potrà essere un cadere
l'equilibrio precario dell'abbraccio
nell'infinito le ali fa tremare
 
Ed io che dalla sabbia unisco sguardo
al volo che conferma le illusioni
mi chiedo se il mio camminare i mondi
sia libero o c'è un filo che lo guidi.

24/08/15
 
(Oliviero Angelo Fuina - Tutti i diritti riservati)

Non sono venuto a salutarti


 
 
Non sono venuto a salutarti
nell'amaro sagrato dei fiori
tra gli sguardi a fissare l'assenza
e un dolore per ogni domani;
 
già ho mancato i tuoi occhi sinceri
quando ancora sapevan parlare
quale senso ha incontrare il tuo guscio
mentre il frutto ha fragranza infinita?
 
Io non c'ero tra folla dolente
nel ricordo futuro svanito
ma ho sentito su pelle il sorriso
di un tuo essermi accanto comunque
 
ti ho sentita nel tronco del melo
e tra l'erba bagnata di pioggia
nella nuvola accesa del cielo
e nel murmure canto del fiume
 
e ti sento anche in questi miei versi
mentre chiedi se posson vestirti
come il tempo di prima più illuso
quando il senso incagliava la forma
 
ed ancora ti nego il saluto
pur se posso incontrarti davvero
ma a che serve agitare una mano
se il tuo fuoco è già parte del vento?
 
04/09/15
 
(Oliviero Angelo Fuina - Tutti i diritti riservati)

Ciao (a Mary)


 
 
Oggi è solo il silenzio costernato
a ripetere il tuo nome smarrito
breve stella cometa a illuminare
ed è il rimpianto a incidere il mio sguardo
 
che ti ha saputo senza mai incontrarti
e nel sale annego tutti i domani;
discreta nel commiato tuo silente
per non disperdere i cari sorrisi
 
Hai smesso i tuoi vestiti più terreni
cucendo sulla pelle bianche piume
e mentre stai librandoti di Luce
io so che ciò che vive mai diparte
 
Il tuo "Dono supremo" hai consegnato
e amore è stato il Verbo all'infinito
carezza delicata ogni tuo ascolto
e adesso nel silenzio tu mi parli
 
E mai sarà un addio questo saluto
sebbene adesso rotto è il mio pensiero
e ad ogni bene che scalderà il cuore
tu sei e sarai nel cielo dei sorrisi.
 
01/09/15
 
(Oliviero Angelo Fuina - Tutti i diritti riservati)

lunedì 10 agosto 2015

I pescatori di Oggiono

Lago di Oggiono - Foto di Oliviero Angelo Fuina
 
É in certi giorni di afa stagnante
che l'odore di lago e di squame
abbraccia i pescatori di Oggiono
che sfidano i riflessi con gli occhi
 
mentre immersi nel rito pagano
imparano il silenzio dei forti
e uno strappo di prova alla lenza
conforta il loro vivere attenti
 
e il mantra di un costante moto d'onda,
lunga e lenta come il gioco di attesa,
impregna ogni pensiero in via di fuga
tra le rughe di un guardare sommerso
 
Nei guizzi di una pinna e polsi scaltri
c'è l'apice di vita che si sfida
nell'atavico istinto primordiale
che regola la preda e il predatore
 
Ma questi volti incisi d'acqua dolce,
sui piedi ben piantati nel momento,
bruciati al sole avanti il
Cornizzolo
non chiedono nient'altro oltre lo strappo
 
Eppure c'è chi il pesce poi ributta
già pago della sfida vittoriosa
ed io mi chiedo se quel suo carniere
sia vuoto di ogni pesce o di altro pieno.

26/04/15
 
 
(Oliviero Angelo Fuina - Tutti i diritti riservati)