lunedì 28 gennaio 2013

Alcune mie poesie in video


Lago di malinconia





Bisogna amarla, la malinconia,
per vestirsi delle brume del lago:
uggiosa inquietudine d’acque lente
a confondersi coi piedi del cielo;

l’ipnotico mantra di sciabordio
che allunga polpastrelli alla carena
d’un guscio capovolto, solitario,
a contemplare i placidi Germani.

Canne danzanti strusciano i ricordi
arruffando gli umidi sospiri
nello specchiarsi distorto del tuo volto
sopiti desideri d’acqua dolce.

Lego un rimpianto ad ali di Breva
che dal Sud si leva, morto il Tivano,
sull’onda lunga piango un dolore
sapendo del conforto alle tue rive.

E quando a sera solo il tuo sentore
richiama nello sguardo la distesa
d’acque profonde sopra quel mistero
che irrisolto ondeggia la mia pena.

09/01/07

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Nel frastuono di un totale tacere




Mentre accorda, il Maestro, il pianoforte
in rondini di note nel suo cielo
si scopre non conoscere strumento
che ogni assenza di suono possa dare;

diteggia le sue pause dentro il rigo
cercando verità nella sua assenza
più di mille son le cose da dire
nel frastuono di un totale tacere;

regolare, il metronomo balbetta
cadenzando il suo guardare sospeso
vorrebbe che svanisse tutto il Tempo
per gli abbracci assoluti di memoria.

Anche il niente disegna i suoi frattali
dentro l'eco di ogni vibrazione
il pianista poi dissolve se stesso
come acqua nell'onda primordiale

e nemmeno forse esiste un silenzio
nel verbo del divino tra i pianeti
è musica costante che non senti
creando dimensioni in percepire.


19/02/2011

*****

D'illusa urgenza



E' un vociare insistente di silenzi
questa piazza di transiti fugaci

è fresco il chiaro sole di Novembre
tra note modulate sopra i rami;

il frastuono di inchiostro inopportuno
turba il bianco specchio del mio sguardo

è l'urgenza di un niente da fermare
per non volare in cieli più profondi;

i  passi nell'attesa di altri passi
- come foglie nel frusciare di danza -
scrutano orizzonti da inventare
col sacchetto di un presente d'invito.

Rintoccano lontano ore a festa
batacchio di memoria ad aggregare
passa un gatto in sinuosa indifferenza
maestro dell'eterno suo sapersi;

nei frammenti disegnati a parole
- ecco ruote a cigolare in pupille -
c'è il tempo di un pensiero a tavolino
mentre il foglio si arrende alla sua fine.

01/11/09


*****

Sei nuvola, dicevo



Sei nuvola, dicevo,

delicata e lieve,
sei forma da scoprire

prima che al soffio
cambi, del nuovo vento,

prima che eterea
in nuovi cieli scompaia

lasciando sprazzi blu mare
per stelle in eterno affacciarsi

lasciando silenzi scanditi
da mete senza ritorno

lasciando passati e presente
scrutando orizzonti infiniti

del profilo tuo incerto, orfani.

28/01/05

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